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Il segreto della felicità

La felicità è una condizione psico-emotiva conseguenza del benessere. Il benessere è la conseguenza della ricchezza spirituale e economica, quest’ultima conseguente alla prima. Infatti, non ci si può creare ricchezza economica senza essere ricchi spiritualmente. La ricchezza spirituale è l’insieme della conoscenza, della preparazione e della competenza. Bisogna sapere, bisogna essere preparati e bisogna essere competenti, per potersi considerare spiritualmente ricchi. Una volta raggiunta la ricchezza spirituale, si lavora per crearsi ricchezza economica. Più siamo in grado di produrre, meglio staremo, sia economicamente che spiritualmente.

Produrre è il senso della vita.

Un individuo produttivo è un individuo di successo, se consideriamo il successo come “il progressivo realizzarsi di ideali di valore”.

La vita di ognuno di noi è guidata da ideali, da valori e da principi. Tutte queste cose costituiscono la filosofia di vita, alla base della quale c’è il credo. Non si può avere successo senza credere.

Negli anni, la felicità è diventata un lusso per pochissimi, perché il mondo è diventato un luogo molto difficile, dove occorre un altissimo livello di preparazione e di competenza su molte materie, anche molto complesse, che fino a soli venticinque anni fa potevano essere considerate irrilevanti al successo. Il livello di competitività è molto alto, e bisogna crederci davvero, per poter competere al mondo d’oggi.

Il percorso individuale verso la felicità:

Conoscenza > Preparazione > Credo > Competenza >  Produttività > Successo > Benessere > Felicità

Non si può essere felici se non siamo liberi. Libertà e prosperità sono diventati, insieme alla felicità, un lusso per pochissimi, questi sono oggi il 10% della popolazione mondiale. Questi signori conoscono qualcosa che gli conferisce il diritto alla libertà e alla prosperità, mentre tutti gli altri, il 90% della popolazione, vive oppressa e sfruttata come schiavi, rinchiusi in recinti invisibili all’interno dei quali vengono sorvegliati a vista e sfruttati fino all’osso, senza che se ne accorgano. Vuoi per scopi di dominio che di concorrenza, le masse sono tenute allo scuro su cose di fondamentale importanza al raggiungimento del benessere e della felicità.

Conoscere è potere. Il potere di prosperare e di vivere da uomini liberi. Le materie su cui bisogna essere preparati per avere successo al mondo d’oggi sono molte e molto complesse. Chi è preparato fa soldi anche mentre dorme e vive in un mondo in cui è permesso vivere da uomini liberi, soddisfatti e felici. Il mondo in questione è quello dell’élite, governativa e imprenditoriale, che insieme compongono lo Stato.

Lo Stato è il nemico numero uno della gente, perché lo Stato vuole che la gente sia infelice. Un popolo soddisfatto e felice non si da da fare, e questo gioca contro l’economia, o meglio dell’economia dei padroni, dello Stato, appunto.

Lo Stato controlla la vita delle persone attraverso le istituzioni. La vita di tutti noi è istituzionalizzata, da un’organizzazione composta da persone pagate per limitarci nella produttività, perché la felicità è la conseguenza diretta della produttività, nel senso che all’aumentare della produttività aumenta il livello successo, di benessere e quindi di possibilità di crearci una condizione di benessere tale da potersi sentire felici.

Più produzione = più soddisfazioni = più benessere = più felicità

Il mondo funziona in base ad un principio molto semplice: al malessere delle masse corrisponde il benessere dell’élite. Tutto, al mondo d’oggi, funziona in base a questo principio, sistema finanziario compreso.

Il sistema finanziario si base su principi capitalistici di stampo marxista. Il sistema governativo, invece, si basa su principi socialisti, sempre di stampo marxista. In poche parole, Karl Marx ha ispirato il mondo di oggi. Karl Marx non ha inventato nulla, ha solo definito un qualcosa di già esistente, che ha preso sempre più forza dopo essere stato da lui ben definito.

La definizione delle cose è fondamentale all’apprendimento e al massimo sfruttamento. Bisogna saper definire bene le cose per poter apprendere bene tutti i concetti derivanti e relativi, e per poter sfruttare al massimo le risorse correlate. Immaginate la definizione delle cose come le radici di un albero. E’ da lì che nasce, è da lì che si sviluppa fino ai rami e ai frutti. Tutto quello che succede fuori terra, inizia da sotto terra. Cartesio paragonava le radici di un albero alla metafisica, il tronco alla fisica e i rami alle scienze, cioè a tutto quello in cui l’uomo poteva cimentarsi a fini produttivi (i frutti). Il valore di una pianta, e di un albero, è costituita dai fiori, dalle foglie e dai frutti che produce. E tutto parte dalle radici. Migliori sono le radici, maggiore sarà il prodotto, maggiore sarà il valore della pianta. Allo stesso modo, chi siamo nelle nostre radici intese come la parte più nascosta composta da indole, biologia, intelletto, anima, o meglio, chi siamo spiritualmente, influisce sulla nostra produttività e, quindi sul nostro valore. All’aumentare del valore aumenta il livello di produttività, quindi di benessere e quindi di felicità.

Chi siamo, di cosa siamo fatti, quali sono le nostre potenzialità? All’aumentare della consapevolezza del nostro io, aumentano le probabilità di successo e di raggiungimento della felicità. E’ importante sapersi definire, come esseri umani, prima di tutto.

Così un uomo? Un uomo è un insieme di risorse gestite al fine di raggiungere un obiettivo prestabilito. La stessa definizione si applica ad un’azienda, ad un impresa. Questo significa che ogni essere umano è un’impresa. ILe probabilità di successo di ognuno di noi variano a seconda della conoscenza di noi stessi come insieme di risorse, e dalla nostra capacità di gestione delle nostre risorse

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